Autore: Michele Ventrella | Membro del team di osteopati del Centro Osteopatico Mazzarano
Pubblicato il 8 ottobre 2026
Quando il problema persiste, è importante capire perché.
Vai in bagno, ma hai sempre la sensazione che l’intestino non si sia svuotato del tutto?
- Magari trascorri diversi minuti sul WC, devi spingere, senti l’addome costantemente teso e, anche quando riesci a evacuare, quella sensazione di pesantezza non scompare.
- Hai già provato a bere più acqua, aumentare le fibre, modificare l’alimentazione o assumere integratori.
- Forse hai effettuato visite specialistiche e accertamenti che non hanno evidenziato patologie importanti.
Eppure, dopo settimane, mesi o addirittura anni, continui ad avere lo stesso problema.
Se ti riconosci in questa situazione, è importante sapere che la stitichezza non dipende sempre soltanto da ciò che mangi.
In alcuni casi possono essere coinvolti la motilità intestinale, la sensibilità viscerale e il coordinamento dei muscoli necessari per evacuare.
👉 Ed è proprio per questo che, davanti a un disturbo persistente, può essere utile approfondire il problema da una prospettiva più ampia.
Non andare in bagno ogni giorno non significa necessariamente essere stitici
Molte persone pensano che per avere un intestino sano sia indispensabile evacuare quotidianamente.
In realtà, la frequenza è soltanto uno degli elementi da considerare.
La stitichezza cronica può manifestarsi anche attraverso:
- feci dure e difficili da espellere;
- necessità di spingere eccessivamente;
- sensazione di evacuazione incompleta;
- sensazione di blocco durante la defecazione;
- gonfiore e pesantezza addominale;
- necessità di ricorrere frequentemente a manovre o aiuti per evacuare.
Questo significa che una persona può andare in bagno anche abbastanza regolarmente, ma continuare a percepire una difficoltà significativa nello svuotamento.
👉 Il problema, quindi, non è soltanto quante volte vai in bagno, ma anche come avviene l’evacuazione.
Perché puoi sentirti sempre gonfio anche dopo essere andato in bagno?
La risposta non è uguale per tutti:
- in alcune persone prevale un rallentamento del transito intestinale;
- in altre possono contribuire fattori alimentari, farmaci, alterazioni della sensibilità viscerale o condizioni mediche specifiche;
- in altri casi, invece, può essere presente un problema nella coordinazione dei muscoli coinvolti nell’evacuazione.
Una delle condizioni studiate dalla gastroenterologia è la defecazione dissinergica, una forma di disturbo della defecazione nella quale la coordinazione tra i muscoli coinvolti nell’evacuazione può risultare alterata.
Durante una normale evacuazione, la muscolatura addominale, il pavimento pelvico e gli sfinteri devono lavorare in maniera coordinata. Quando questo meccanismo non funziona correttamente, possono comparire difficoltà nell’espulsione delle feci, sforzo eccessivo e sensazione di evacuazione incompleta.
È una condizione che richiede una valutazione appropriata.
👉 Quando viene confermata una defecazione dissinergica, il biofeedback rappresenta attualmente il principale trattamento riabilitativo raccomandato.
Il collegamento tra diaframma, addome e pavimento pelvico
L’evacuazione è un processo più complesso di quanto possa sembrare:
- durante la respirazione, il diaframma modifica la propria posizione e contribuisce alle variazioni della pressione all’interno dell’addome;
- durante la defecazione intervengono inoltre la parete addominale, il pavimento pelvico e la muscolatura coinvolta nel controllo dell’evacuazione;
- per evacuare efficacemente non è sufficiente semplicemente spingere ma è necessario che diversi gruppi muscolari lavorino in maniera coordinata.
Questo, però, non significa che un diaframma rigido sia automaticamente la causa della stitichezza.
👉 Significa che respirazione, pressione addominale e coordinazione muscolare sono elementi fisiologicamente collegati e che, in alcune persone, possono essere considerati nell’ambito di una valutazione più ampia.
Hai già provato fibre, integratori e lassativi, ma il problema ritorna?
È una situazione frustrante soprattutto quando hai già seguito le indicazioni ricevute, hai modificato le tue abitudini e non hai ottenuto il miglioramento che speravi.
A volte il trattamento farmacologico è necessario ed efficace. In altri casi, quando la risposta è insufficiente, può essere utile rivalutare il tipo di stitichezza e verificare se siano presenti cause secondarie o disturbi della defecazione che richiedano ulteriori approfondimenti.
Le indicazioni più recenti sottolineano proprio l’importanza di distinguere i diversi meccanismi della stitichezza cronica e, nei pazienti con sintomi persistenti, di procedere con una valutazione mirata prima di definire il problema come realmente refrattario.
Continuare semplicemente a cambiare integratore senza aver chiarito il problema potrebbe quindi non essere la strada più utile.
👉 Questo non significa interrompere le terapie prescritte ma comprendere meglio quale percorso sia indicato per la propria situazione.
E lo stress? Può influenzare anche la stitichezza?
Sì, in alcune persone.
L’apparato gastrointestinale comunica continuamente con il sistema nervoso centrale attraverso quella che viene definita asse intestino-cervello.
Questa comunicazione coinvolge il sistema nervoso enterico, il sistema nervoso autonomo e diversi segnali neuroendocrini. Anche il nervo vago partecipa alla regolazione gastrointestinale, pur non essendo l’unica via nervosa coinvolta nella funzione dell’apparato digerente e nella defecazione.
Nei periodi di maggiore stress possono modificarsi la motilità intestinale, la percezione dei sintomi e alcune abitudini quotidiane: per questo alcune persone notano che, durante periodi particolarmente impegnativi, aumentano contemporaneamente stitichezza, gonfiore e tensione addominale.
👉 Questo significa che intestino e sistema nervoso comunicano continuamente.
Quando la stitichezza diventa cronica, serve un ragionamento personalizzato
È qui che entra in gioco un principio fondamentale: due persone possono avere lo stesso sintomo, ma necessitano di percorsi completamente diversi.
- Una persona può presentare prevalentemente un problema di transito intestinale;
- Un’altra può avere una disfunzione evacuativa che richiede una riabilitazione specifica;
- Un’altra ancora può presentare sintomi associati o componenti muscoloscheletriche che meritano di essere considerate all’interno di una valutazione complessiva.
Ecco perché non è corretto pensare che tutte le persone con stitichezza abbiano bisogno dello stesso trattamento.
👉 Il primo passo rimane comprendere il quadro individuale.
Metodo Mazzarano: oltre 10 anni di esperienza e un approccio costruito sulla persona
Nel corso di oltre dieci anni di attività osteopatica abbiamo sviluppato un approccio che mette al centro la relazione tra apparato viscerale, respirazione e sistema muscoloscheletrico.
Il Metodo Mazzarano si basa su un concetto semplice: non trattare automaticamente il sintomo, ma comprendere quali componenti possano essere pertinenti nel singolo paziente.
Quando il quadro medico è stato adeguatamente inquadrato, la valutazione osteopatica può prendere in considerazione:
- mobilità della regione addominale e dei tessuti circostanti;
- meccanica respiratoria e diaframma;
- mobilità della gabbia toracica;
- regione lombare e bacino;
- tensioni muscoloscheletriche associate;
- comportamento dei sintomi durante movimento e respirazione.
👉 L’obiettivo è stabilire se esistano componenti funzionali e muscoloscheletriche per le quali il trattamento osteopatico possa essere appropriato.
Cosa sappiamo oggi sulla terapia manuale?
Le evidenze disponibili sulla terapia manuale nella stitichezza funzionale sono ancora in evoluzione.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2025 ha analizzato 15 studi randomizzati, per un totale di 859 pazienti. Sono stati osservati risultati favorevoli per alcuni parametri, tra cui gravità della stitichezza, frequenza evacuativa, durata della defecazione e qualità della vita.
Gli autori, tuttavia, sottolineano un’elevata eterogeneità tra gli studi e invitano quindi a interpretare i risultati con cautela. Inoltre, la terapia manuale studiata nella revisione non coincide necessariamente con il Metodo Mazzarano né con le sole tecniche osteopatiche viscerali.
Esistono anche studi specificamente dedicati all’osteopathic manipulative treatment nell’ambito della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), ma si tratta di una condizione distinta dalla stitichezza cronica e i relativi risultati non possono essere trasferiti automaticamente a quest’ultima.
👉 Queste evidenze suggeriscono quindi un possibile ruolo complementare di alcune tecniche manuali, ma non dimostrano che l’osteopatia possa curare ogni forma di stitichezza cronica.
“Sono anni che cerco di risolvere questo problema”
Forse ti riconosci in una di queste situazioni:
- “Vado in bagno, ma non riesco mai a svuotarmi completamente.”
- “La pancia si gonfia sempre di più durante la giornata.”
- “Se non prendo qualcosa, faccio molta fatica ad andare in bagno.”
- “Ho cambiato alimentazione più volte, ma il problema ritorna.”
- “Gli esami non hanno trovato nulla di grave, eppure continuo a stare male.”
Quando un disturbo persiste, non significa necessariamente che sia stato trascurato qualcosa.
Ma può essere utile verificare se il percorso seguito abbia già considerato tutti i meccanismi pertinenti:
- in alcuni casi saranno necessari ulteriori accertamenti gastroenterologici;
- in altri sarà indicata una riabilitazione specifica del pavimento pelvico;
- in altri ancora, una valutazione osteopatica potrà prendere in considerazione eventuali componenti muscoloscheletriche associate.
👉 La differenza è capire quale percorso sia appropriato per te.
Quando è necessario rivolgersi al medico?
La comparsa di sangue nelle feci, perdita di peso involontaria, anemia, vomito persistente, dolore addominale importante o stitichezza nuova e progressivamente ingravescente richiede una valutazione medica.
Un’improvvisa incapacità di evacuare o emettere gas associata a forte dolore e distensione addominale può richiedere assistenza urgente.
👉 La valutazione osteopatica non sostituisce gli accertamenti medici necessari.
Dopo tanti tentativi, forse è arrivato il momento di valutare il problema in modo diverso
Se convivi da tempo con stitichezza, gonfiore addominale, tensione e sensazione di evacuazione incompleta, e hai già effettuato gli approfondimenti medici indicati, potrebbe essere utile valutare anche eventuali componenti funzionali e muscoloscheletriche associate.
Alla Clinica Mazzarano non applichiamo un trattamento identico a tutti.
Attraverso il Metodo Mazzarano, la prima valutazione serve a comprendere il quadro individuale e stabilire se il nostro approccio osteopatico sia pertinente:
- quando indicato, possiamo integrare tecniche viscerali e muscoloscheletriche all’interno di un percorso personalizzato;
- quando il problema richiede un intervento differente, la priorità rimane indirizzarti verso il professionista competente.
Perché dopo anni di sintomi, ciò di cui hai bisogno non è necessariamente un altro trattamento uguale ai precedenti.
👉 È fondamentale ricevere una valutazione che parta davvero dalla tua situazione.
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📚 Fonti scientifiche
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