Stress e mal di schiena: che rapporto c'è davvero?

Stress e mal di schiena: che rapporto c'è davvero?

Autore: Michele Mazzarano| Fondatore e responsabile del Centro Osteopatico Mazzarano
Pubblicato il 28 aprile 2025

Come stress, sonno, tensione muscolare e percezione del dolore possono interagire.

Ci sono periodi in cui il mal di schiena sembra comparire proprio quando siamo più stanchi, sotto pressione o dormiamo peggio.

Ma lo stress può davvero causare mal di schiena?

👉 Lo stress può essere uno dei fattori che influenzano il dolore, ma non è corretto considerarlo automaticamente la causa di una lombalgia.

Stress e dolore: cosa succede?

Quando attraversiamo un periodo di stress, possono cambiare diverse abitudini e risposte dell'organismo:

  • possiamo dormire peggio,
  • muoverci meno,
  • aumentare la tensione muscolare
  • prestare maggiore attenzione alle sensazioni fisiche.

Anche il modo in cui il sistema nervoso elabora i segnali dolorosi può contribuire a modificare l'esperienza del dolore.

Questo non significa che il dolore sia “psicologico”. Il dolore è reale: significa che la sua intensità e la sua persistenza possono essere influenzate da più fattori contemporaneamente.

👉 È proprio questa la prospettiva adottata dalle attuali linee guida sul dolore lombare cronico, che invitano a considerare insieme componenti fisiche, psicologiche e sociali.

Lo stress danneggia la schiena?

Questa formulazione è troppo forte: lo stress non “rovina” automaticamente la colonna vertebrale e non significa che un periodo stressante provocherà un'ernia, una discopatia o un'altra patologia strutturale.

È invece possibile che stress, sonno insufficiente, ridotta attività fisica e altri fattori contribuiscano alla persistenza o alla maggiore percezione del dolore in alcune persone.

👉 Per questo è importante distinguere tra avere un fattore che può influenzare il dolore e avere una causa che ha provocato una lesione.

E gli organi? Possono risentire dello stress?

Anche l'apparato digerente comunica continuamente con il sistema nervoso. Stress e altri fattori possono influenzare alcune funzioni gastrointestinali e la percezione dei sintomi.

Questo è particolarmente rilevante nei disturbi dell'interazione intestino-cervello, nei quali sintomi digestivi e fattori psicofisiologici possono interagire. La ricerca sul cosiddetto asse intestino-cervello continua a studiare questi meccanismi. 

👉 Questo, però, non significa che ogni problema intestinale provochi tensione lombare o che lo stress causi direttamente un'infiammazione degli organi.

Perché durante i periodi di stress la schiena può farsi sentire di più?

Possono entrare in gioco diversi elementi contemporaneamente.

Per esempio:

  • dormire peggio;
  • ridurre l'attività fisica;
  • trascorrere più tempo seduti;
  • aumentare la tensione muscolare;
  • cambiare involontariamente il modo di respirare;
  • avere meno tempo per recuperare;
  • percepire con maggiore attenzione un dolore già presente.

Non è necessario trovare un'unica causa. 

👉 A volte è proprio la combinazione di diversi piccoli cambiamenti a rendere un dolore più evidente o più persistente.

Il mal di schiena non dipende sempre dalla postura

Un'altra semplificazione molto comune è attribuire il dolore a una postura “sbagliata”. La postura può essere uno dei tanti elementi da considerare, ma non esiste una singola postura perfetta che protegga dalla lombalgia.

Il dolore lombare è molto comune e nella maggior parte dei casi non è riconducibile a una specifica lesione o a una sola struttura. L'OMS descrive infatti la maggior parte delle lombalgie come non specifiche, cioè non attribuibili a una singola causa patologica identificabile.

👉 Per questo, cercare continuamente la “posizione sbagliata” può essere meno utile che capire come il dolore cambia con movimento, attività, riposo e carico.

Cosa può aiutare quando stress e mal di schiena si presentano insieme?

La gestione dipende naturalmente dalla situazione individuale.

In caso di dolore lombare persistente, le linee guida dell'OMS includono tra gli interventi non chirurgici l'educazione, l'esercizio fisico e alcune terapie fisiche e psicologiche, all'interno di un percorso personalizzato.

Nella vita quotidiana può essere utile anche evitare di interrompere completamente il movimento per paura del dolore, quando non ci sono controindicazioni mediche.

Camminare, mantenere un'attività compatibile con le proprie condizioni e curare il sonno possono essere elementi importanti del percorso.

👉 Se il dolore persiste o limita significativamente le attività quotidiane, è opportuno confrontarsi con un professionista sanitario.

Dove può inserirsi l'osteopatia?

Se è già stata effettuata la valutazione necessaria, l'osteopata può prendere in considerazione alcuni aspetti muscoloscheletrici pertinenti al quadro individuale.

La valutazione può riguardare, per esempio:

  • mobilità della colonna;
  • tensioni muscolari;
  • respirazione;
  • movimento del bacino e del tronco;
  • modalità con cui il dolore cambia durante il movimento;
  • eventuali limitazioni funzionali.

L'obiettivo è quello di capire quali componenti muscoloscheletriche possono essere rilevanti in quella specifica situazione.

👉 Anche l'OMS sottolinea che nel dolore lombare cronico può essere necessario combinare interventi diversi e personalizzare il percorso sulla persona, invece di affidarsi a un'unica modalità di trattamento.

Quando è importante approfondire il mal di schiena?

La maggior parte delle lombalgie non è dovuta a condizioni gravi, ma alcuni sintomi richiedono una valutazione medica.

È importante rivolgersi a un professionista sanitario in presenza di:

  • dolore dopo un trauma importante;
  • febbre o altri sintomi sistemici;
  • debolezza o alterazioni della sensibilità agli arti;
  • disturbi nuovi della funzione di vescica o intestino associati a sintomi neurologici;
  • dolore intenso e progressivo;
  • perdita di peso non intenzionale;
  • altri sintomi nuovi o insoliti.

👉 Anche quando il dolore sembra comparire durante un periodo di forte stress, non è corretto attribuirlo automaticamente allo stress senza considerare il quadro complessivo.

In conclusione

Stress e mal di schiena possono incontrarsi, ma non esiste una semplice equazione del tipo “stress = schiena danneggiata”.

Il dolore può essere influenzato da sonno, movimento, tensione muscolare, carichi fisici, fattori psicologici e dal modo in cui il sistema nervoso elabora i segnali.

👉 Per questo, quando la schiena continua a fare male, è più utile guardare all'insieme della situazione che cercare una singola causa.


Metodo Mazzarano | Osteopatia Viscerale

Se hai già effettuato gli accertamenti indicati e continui a convivere con mal di schiena, tensioni muscolari o limitazioni del movimento, soprattutto in periodi in cui i sintomi tendono a ripresentarsi, possiamo valutare il quadro nel suo insieme e capire se esistono componenti pertinenti all'intervento osteopatico.

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📚 Fonti scientifiche

  • World Health Organization. WHO guideline for non-surgical management of chronic primary low back pain in adults in primary and community care settings. World Health Organization, 2023.
    ISBN: 978-92-4-008178-9.
  • GBD 2021 Low Back Pain Collaborators. Global, regional, and national burden of low back pain, 1990–2020, its attributable risk factors, and projections to 2050: a systematic analysis of the Global Burden of Disease Study 2021. The Lancet Rheumatology. 2023;5:e316-e329.
  • Pal S, Arisha R, Mitra Mazumder P. A systematic review of preclinical studies targeted toward the management of co-existing functional gastrointestinal disorders, stress, and gut dysbiosis.
    Naunyn-Schmiedeberg's Archives of Pharmacology. 2024. DOI: 10.1007/s00210-024-03332-z.