Ernia del disco e mal di schiena: cosa significa davvero il referto?

Ernia del disco e mal di schiena: cosa significa davvero il referto?

Autore: Michele Mazzarano| Fondatore e Responsabile del Centro Osteopatico Mazzarano
Pubblicato il 10 giugno 2024

Ernia del disco e mal di schiena: cosa sapere

Hai fatto una risonanza magnetica e nel referto hai letto parole come ernia discale, protrusione o degenerazione del disco: da quel momento potresti aver iniziato a chiederti se ogni dolore alla schiena dipenda proprio da quella alterazione.

È una domanda comprensibile. Ma c'è un aspetto importante da conoscere: la risonanza mostra le strutture anatomiche, mentre per comprendere il dolore è necessario mettere in relazione le immagini con i sintomi e la valutazione clinica.

👉 Un reperto radiologico può essere rilevante, ma non racconta necessariamente tutta la storia.

Avere un'ernia del disco significa avere dolore?

Non sempre: alcune alterazioni dei dischi intervertebrali sono presenti anche in persone che non avvertono alcun dolore. La loro frequenza aumenta con l'età e non tutte le alterazioni osservate alla risonanza hanno un significato clinico.

Una revisione sistematica pubblicata sull'American Journal of Neuroradiology ha documentato che protrusioni, bulging e altri segni di degenerazione discale possono comparire anche in persone senza sintomi.

Questo non significa che un'ernia non possa causare dolore: quando il reperto è coerente con i sintomi e con i risultati dell'esame clinico, può avere un ruolo importante nella spiegazione del problema.

👉  La distinzione è quindi fondamentale: non bisogna ignorare il referto, ma nemmeno interpretarlo isolatamente.

Come capire se l'ernia è collegata ai sintomi?

Per comprendere il significato di un'ernia lombare, il medico considera diversi elementi, non soltanto la risonanza.

Tra questi:

  • la sede e le caratteristiche del dolore;
  • l'eventuale irradiazione verso gluteo e gamba;
  • la presenza di formicolii o alterazioni della sensibilità;
  • la forza muscolare e gli eventuali deficit neurologici;
  • i movimenti che modificano i sintomi;
  • la durata del problema e la sua evoluzione;
  • la corrispondenza tra il reperto radiologico e i risultati dell'esame clinico.

Per esempio, un'ernia che interessa una radice nervosa può essere associata a dolore irradiato lungo la gamba, formicolio o debolezza. La presenza e la distribuzione dei sintomi aiutano il medico a valutare se esista una relazione plausibile con quanto osservato nelle immagini.

👉 Per questo è importante che il referto venga interpretato da un professionista sanitario nel contesto clinico appropriato.

Ernia del disco: bisogna smettere di muoversi?

La diagnosi di ernia può generare paura. Alcune persone iniziano a evitare di piegarsi, sollevare oggetti o praticare attività fisica per timore di peggiorare la situazione.

Tuttavia, il riposo assoluto e l'evitamento prolungato del movimento non sono necessari in tutti i casi.

Quando il quadro clinico lo consente, mantenere le normali attività compatibili con i sintomi e recuperare gradualmente il movimento può essere parte della gestione conservativa del dolore lombare.

L'obiettivo è recuperare progressivamente capacità funzionali, forza, tolleranza ai carichi e fiducia nel movimento: il percorso deve essere adattato alla persona e alla sua condizione clinica.

👉 In presenza di sintomi neurologici importanti o in peggioramento, è necessaria una valutazione medica tempestiva prima di decidere come procedere.

Perché il mal di schiena può continuare a tornare?

Il dolore lombare può avere più fattori coinvolti, che non sono necessariamente tutti riconducibili al disco intervertebrale.

Quando il dolore persiste o si ripresenta, possono essere rilevanti aspetti come:

  • il livello di attività fisica;
  • la capacità muscolare e la tolleranza ai carichi;
  • il sonno e il recupero;
  • le richieste fisiche della vita quotidiana e del lavoro;
  • lo stress e la paura del movimento;
  • eventuali condizioni mediche associate.

Questi elementi non costituiscono automaticamente la causa del dolore. Sono aspetti che possono contribuire al quadro e che meritano di essere valutati quando pertinenti.

👉  Se i sintomi continuano nonostante i trattamenti già effettuati, può essere utile rivalutare la situazione con il medico o con il professionista sanitario che segue il percorso, anziché presumere che esista necessariamente una causa nascosta.

E se insieme al mal di schiena ho gonfiore addominale?

Alcune persone riferiscono contemporaneamente dolore lombare, gonfiore addominale o disturbi intestinali. La presenza di questi sintomi insieme, però, non dimostra che l'intestino sia la causa del mal di schiena o dell'ernia.

Il gonfiore addominale e il dolore lombare possono avere origini differenti e, in alcuni casi, richiedere valutazioni specifiche.

Se i disturbi intestinali sono persistenti, nuovi o associati ad altri sintomi, è opportuno parlarne con il medico per capire se siano necessari approfondimenti.

👉  Nell'ambito di una valutazione muscolo-scheletrica si possono considerare anche le abitudini quotidiane, il movimento e gli eventuali sintomi associati. Non è invece corretto attribuire automaticamente l'ernia a tensioni viscerali o promettere che un trattamento manuale possa risolverla intervenendo sull'addome.

Che ruolo può avere l'osteopatia?

L'osteopatia non può essere presentata come un metodo per far rientrare un'ernia discale o correggere il reperto radiologico.

Quando appropriato e compatibilmente con la valutazione clinica, il trattamento manuale può essere preso in considerazione come parte di un percorso per alcuni disturbi muscolo-scheletrici. Le prove disponibili, però, non consentono di promettere un risultato specifico per ogni persona o per ogni tipo di ernia.

La valutazione osteopatica può concentrarsi su aspetti funzionali come:

  • movimento lombare: osservazione della mobilità e della risposta ai movimenti, nei limiti delle competenze professionali;
  • funzione durante le attività quotidiane: modalità con cui la persona si piega, cammina, si alza e gestisce i carichi;
  • regioni correlate al movimento: valutazione della mobilità di bacino e torace quando pertinente al quadro;
  • storia dei sintomi: andamento del dolore, attività che lo modificano e trattamenti già effettuati.

Queste osservazioni non sostituiscono la diagnosi medica, l'esame neurologico o l'interpretazione clinica della risonanza.

👉 Un percorso di recupero può inoltre richiedere esercizio terapeutico, indicazioni sul movimento o altre forme di assistenza sanitaria, secondo le necessità individuali.

E la ginnastica posturale?

Non esiste un singolo programma di ginnastica valido per tutte le persone con un'ernia del disco.

Quando indicato, l'esercizio può essere parte di un percorso di recupero funzionale e può puntare a migliorare:

  • la mobilità;
  • la forza e la resistenza;
  • la capacità di gestire i carichi;
  • la partecipazione alle attività quotidiane;
  • la fiducia nel movimento.

Il programma deve essere personalizzato in base ai sintomi, alle capacità della persona e alle indicazioni cliniche ricevute.

👉 Non è corretto affermare che la ginnastica posturale curi l'ernia o prevenga necessariamente ogni recidiva. Il suo obiettivo è contribuire al recupero della funzione, quando appropriato.

Non trattare soltanto il referto: comprendere il problema

Una risonanza può offrire informazioni importanti, ma il suo significato dipende dal rapporto con i sintomi e con la valutazione clinica.

Alla Clinica Mazzarano, quando è appropriato, l'attenzione alla componente muscolo-scheletrica può contribuire a comprendere meglio le limitazioni funzionali della persona e a valutare quali passi siano indicati nel suo percorso.

Non partiamo dall'idea che ogni dolore derivi dall'ernia, né che ogni ernia sia priva di significato.

👉 L'obiettivo è evitare conclusioni automatiche e riconoscere quando siano necessari approfondimenti o il coinvolgimento di altri professionisti.


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📚 Fonti scientifiche

  • Brinjikji W, Luetmer PH, Comstock B, et al. - Systematic Literature Review of Imaging Features of Spinal Degeneration in Asymptomatic Populations. American Journal of Neuroradiology. 2015;36(4):811–816. https://doi.org/10.3174/ajnr.A4173
  • WFNS Spine Committee. - The role of conservative treatment in lumbar disc herniations: WFNS spine committee recommendations. 2024. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10882128/